venerdì 13 luglio 2007

Pippare la luna

Ieri mi sentivo come avessi pippato la luna.
Non ho mai assunto sostanze eccitanti tipo cocaina, credo di avere la fortuna di averle naturalmente in circolo anche se non sempre attive.

Ieri era un giorno di attività, quei giorni in cui si squarcia il cielo e vedi dov'è incastonato il mondo e la tua vita, ed è pieno di sangui e liquidi, fuori come dentro, e non fa impressione.

Quando non esiste separazione tra un secondo e l'altro ed il tempo è fluido come mercurio ed il sole estivo può dilatarlo inverosimilmente.

Quando non esiste più l'idea di "senso delle cose" perchè il senso è tutto e non ha senso, e le prugne sono gialle (gialle cazzo, sono gialle!) e ti pare quasi di non essertene mai accorto.

Quando capisci (e non basta sentirlo dire agli altri) che la vita è fatta di momenti, e che la strada in cui si infilano come perle non è dritta ma arzigogolata, piena di curve a gomito che non ti fanno vedere la prossima, piena di intrecci e bivi che ti costringono a scegliere mentre le ingoi.

Quando impari ad aggrapparti con le unghie alle stelle, e gratti via la notte per sapere se hai vinto.

Oggi restano odori e sapori tra le minuzie.
L'attrito con le papille genera acri scintille che fanno stare bene.
L'evanescanenza scema, lasciando una cicatrice dolce che salda due vite in un punto
, senza dolore.

Non so nulla
dei punti di domani, so qualcosa in più su chi sono io, oggi.

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